Prossimi al culmine

Di Derek Prince
*Last Updated: gennaio 2026
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Premessa: Alla luce delle tensioni e dei conflitti in corso in Medio Oriente, queste riflessioni, pronunciate da Derek Prince nel 1990, possono fornire ottime linee guida per la preghiera per questo territorio. Ancora una volta, siamo grati che questi insegnamenti, tratti dal materiale lasciatoci in eredità da Derek, abbiano una sorprendente pertinenza con le situazioni attuali. Sebbene in questo caso egli abbia parlato in risposta all'invasione del Kuwait da parte dell'Iraq nell'agosto 1990, le osservazioni che fa sono molto rilevanti per gli eventi che stanno avendo luogo in Medio Oriente oggi. Alcuni dei suoi commenti sono stati modificati per renderli attuali e confidiamo che vi siano utili.
Guardando indietro
Questo è l'aggiornamento personale numero 60. Lo sto registrando qui nel nostro studio, nell’ufficio di Fort Lauderdale. È stato registrato nel novembre 1990. Questo aggiornamento conterrà un gran numero di argomenti diversi e stimolanti. Vi aggiorneremo su ciò che sta accadendo in Medio Oriente.
Suppongo che tutti siano d'accordo sul fatto che il fulcro delle notizie del mondo oggi sia il Medio Oriente. Questo è molto significativo perché rappresenta un cambiamento totale, avvenuto negli ultimi 4, 5 o 6 decenni.
Crescendo in Gran Bretagna, tra le due guerre mondiali, mi ricordo che si potessero leggere i giornali ogni giorno, per una settimana, senza mai sentir parlare di alcun Paese del Medio Oriente, né dei nomi dei Paesi citati nella Bibbia. Oggi, le cose sono totalmente cambiate. Come ho detto, le notizie e l'attenzione del mondo si concentrano sul Medio Oriente.
Questo fatto è di per sé estremamente significativo; è in accordo con l'immagine del periodo alla fine di quest'era, riportata nelle Scritture, in cui l'attenzione si concentra nuovamente sul Medio Oriente, sull'Europa e sull'area del Mediterraneo. Quindi, questo spostamento dell'attenzione sul mondo è uno dei modi in cui Dio ci dice: “Siamo molto prossimi al culmine dell'era”.
Un'immagine profetica
Questo aspetto ha anche un significato profetico. In Daniele 2, Nabucodonosor ebbe la visione di una grande immagine che non riusciva a comprendere. Non riusciva nemmeno a ricordarsela, ma Daniele non solo gliela ricordò, ma ne diede anche l'interpretazione. In questa visione, Nabucodonosor vide una figura imponente con la testa d'oro, le spalle e il petto d'argento, il ventre e le cosce d'ottone e le gambe di ferro. Alla base delle gambe di ferro c'erano dei piedi in parte di ferro e in parte di argilla.
Daniele interpretò questa figura come una rappresentazione di alcuni imperi mondiali. La testa d'oro simboleggiava Babilonia; le spalle e il petto d'argento l'Impero Medo-Persiano; il ventre e le cosce di ottone, le conquiste di Alessandro e l'Impero greco; le gambe di ferro invece rappresentavano l’Impero Romano. Secondo questa profezia, ci sarebbe stata una divisione del quarto stadio, quella dell’Impero Romano, che storicamente ebbe luogo. Infatti, si divise ed ebbe due capitali: quella occidentale a Roma e quella orientale a Bisanzio o Costantinopoli (Istanbul). Abbiamo quindi l’immagine delle due gambe: quella occidentale, con sede principale a Roma, e quella orientale con sede a Bisanzio o Costantinopoli.
Alla base della figura c'erano i piedi, con dieci dita. Molti interpreti della profezia hanno messo in relazione queste dieci dita con i dieci regni che dovevano essere dominati dall'Anticristo, raffigurato nel capitolo 13 dell'Apocalisse. Naturalmente, oggi si dice che il Mercato Comune Europeo (o qualunque cosa stia nascendo in Europa), [ora noto come Unione Europea] potrebbe costituire l’immagine delle dieci dita. Tuttavia, non mi sembra convincente, perché tutti gli stati europei fanno parte della gamba occidentale; nessuna di esse si trova sul lato della gamba orientale. Logicamente, se una persona ha dieci dita dei piedi, cinque saranno su una gamba e cinque sull'altra. Quindi l'indicazione è che qualsiasi cosa stia emergendo, includerà alla fine i territori dell’Impero Romano d'Occidente e di quello d'Oriente, che è essenzialmente una parte importante di quello che definiamo come Medio Oriente. Credo che questo emergerà, e che la confederazione europea (o qualsiasi cosa venga costituita) sia solo una sorta di primo passo in questa direzione. Ma non è il suo compimento definitivo.
Quale genere di confederazione?
Si dice spesso, soprattutto in Israele, che il Medio Oriente sia la patria delle tre grandi religioni monoteiste: l’Ebraismo, il Cristianesimo e l’Islam. Personalmente non accetto questa valutazione, che contiene, tuttavia, una verità significativa: queste tre religioni sono principalmente monoteiste. Ci sono stati vari tentativi di riunire i rappresentanti di queste religioni senza successo. In realtà, c'è una barriera importante che impedisce l'incontro tra cristianesimo, ebraismo e islam. Questa scomoda barriera è il personaggio storico Gesù di Nazareth. Se Gesù venisse tolto di mezzo, sarebbe perfettamente concepibile che le tre religioni potessero, in qualche modo, coalizzarsi. In effetti, ci sono stati molti tentativi diversi da parte dei cristiani, compreso lo stesso Papa di Roma, di formare una sorta di confederazione delle religioni mondiali. Ma in un certo senso, la barriera, come ho detto, è Gesù.
La parola anticristo ha due significati. Cristo, ovviamente, è la forma greca di ‘Messia’. Il primo significato della preposizione ‘anti’ è ‘contro’; il secondo significato è ‘al posto di’. Quindi, la piena manifestazione dell'anticristo è prima di tutto contro il vero Messia, per rimuoverlo, per toglierlo di mezzo. In secondo luogo, una volta rimosso, verrà sostituito con un falso messia.
Quindi, si potrebbe ipotizzare una confederazione di dieci nazioni in Europa, intorno al Mediterraneo, lungo il lato orientale del Mediterraneo, fino al Nord Africa. E si potrebbe immaginare una religione mondiale, una combinazione di giudaismo, cristianesimo senza Cristo e islam. Questa è una sorta di scenario potenziale di ciò che potrebbe emergere da questo spostamento dell'attenzione mondiale verso il Medio Oriente.
Comprendere l'Islam
Il potere spirituale dominante, nell'area che ho appena descritto, è l'Islam, la religione musulmana, e dobbiamo conoscere alcuni fatti a riguardo. Purtroppo, la maggior parte dei cristiani occidentali è molto ignorante circa la sua vera natura; esso è, senza dubbio, il nemico immutabile, sia di Israele che della vera Chiesa di Gesù. In questo momento la sua inimicizia si concentra soprattutto su Israele, perché gli ha inflitto una sconfitta. Non prende sul serio la Chiesa, perché ritiene sia troppo facile sconfiggerla e sopraffarla; Israele, invece, si è dimostrato un ostacolo molto difficile. Tuttavia, l'obiettivo finale e dichiarato dell'Islam è quello di conquistare il mondo intero per la loro religione.
I musulmani hanno una frase che usano, ovvero: ‘La casa della pace e la casa della guerra’; in dialetto arabo, ‘Osa Salaam; dar el harb’. La ‘casa della pace’ è quella che si trova sotto l'egida dell'Islam; la ‘casa della guerra’ è quella di coloro che non sono ancora sotto l'Islam. Ecco, quindi, l'implicazione: la guerra deve continuare contro queste ultime aree geografiche finché tutto il mondo non sia sotto il dominio dell'Islam. Questo è il programma islamico, chiaramente indicato nei loro testi religiosi.
Dobbiamo comprendere i valori fondamentali che sono stati generati dalla religione islamica, soprattutto tra i popoli arabi. I concetti principali sono tre: potere, onore e vendetta. Rispettano il potere. Con il nostro bagaglio di cristianesimo occidentale, anche se non siamo tutti cristiani, abbiamo una sorta di rispetto per concetti come la misericordia e il perdono. I musulmani non hanno questi principi. Uno degli aspetti da cui sono colpiti è il potere, che usano per ottenere onore. Se, per caso, falliscono e l'onore viene loro tolto (come hanno fallito nel tentativo di distruggere Israele), allora il terzo concetto è la vendetta. Lavoreranno incessantemente, non importa per quanto, finché non avranno ottenuto la loro vendetta.
Questo è il tipo di forze e di persone con cui abbiamo a che fare in Medio Oriente: sono motivati dalla ricerca dell'onore, del potere e della vendetta. È ridicolo per l'Occidente parlare di democrazia in questo contesto; non esiste una democrazia in Medio Oriente: non potrebbe esistere. Nel materiale, quello umano, nella cultura, nel modo di pensare, semplicemente non c'è. I governanti arabi useranno un linguaggio democratico per impressionare le persone in Occidente, per ottenere ciò che vogliono, ma non lo intendono nello stesso modo nostro.
Come ragiona la mente araba
Come è noto, la mia prima moglie, Lydia, ha trascorso vent'anni in Palestina, vivendo tra gli arabi e li ha conosciuti molto, molto bene. Lei aveva l'abitudine di fare commenti su di loro, che all'inizio mi sembravano piuttosto cinici. Ma più vivevo in quei luoghi, più vedevo chiaramente quanto le sue affermazioni fossero vere.
Una delle cose che lei era solita dire era: “Quando un musulmano ti parla, non sta pensando in termini di verità perché essa, per lui, non è importante. Quello che sta dicendo a se stesso è: "Ora, se dico questo, cosa dirà l'altra persona?”. Oppure: “Se dico quello, che cosa dirà quell'altro?”. In altre parole, il linguaggio viene usato per produrre una risposta, quella che vogliono dalle persone con cui stanno parlando. Lydia rese evidente che il concetto di verità, così come lo intendiamo noi, non è valido tra di loro; non fa parte del loro modo di pensare, né del loro bagaglio culturale.
Saddam Hussein era un individuo particolarmente sfacciato, tipico dei governanti arabi. Vogliono dominare, reprimere, ostentare il proprio ego, dimostrare quanto sono importanti e quanto onore gli sia dovuto; si vendicheranno certamente e senza pietà contro qualsiasi tipo di opposizione. Il comportamento di Saddam Hussein in Kuwait è stato, in maniera molto chiara e sfrontata, una sorta di ritratto dei governanti arabi. Come ho già detto, la democrazia, la misericordia e il perdono, sono concetti che non hanno un vero significato per loro. Se cerchiamo di relazionarci con loro su questa base, come stanno facendo molti governi occidentali, non riusciremo ad entrare in contatto con la realtà. Io credo che Saddam Hussein, per molti versi, sia una copia di Adolph Hitler. Quest’ultimo annunciò in anticipo quello che avrebbe fatto, lo mise per iscritto, e nessuno pensò che potesse essere così malvagio. Così gli altri hanno agito pensando: “Beh, non fa sul serio. E se lo trattiamo bene, lui ci tratterà bene”. La storia ha dimostrato quanto fosse sbagliato questo punto di vista. Credo che la prospettiva per Saddam Hussein fosse essenzialmente la stessa. Era brutale, spietato. Intendeva conquistare il potere e usarlo per i propri fini. E avrebbe fatto tutto ciò che fosse necessario per raggiungere tali fini.
Il potere spirituale dell'Islam
Dobbiamo comprendere un fatto molto interessante e importante riguardo all'influenza spirituale dell'Islam in Medio Oriente in questo momento. Perché? C'è un'importantissima lezione che dobbiamo imparare come cristiani. Voglio dirlo in modo molto semplice, senza però dare l'impressione di essere semplicistico. La base del potere spirituale dell'Islam in Medio Oriente e in Nord Africa si riassume in una parola: proclamazione.
Gli arabi, consapevolmente o meno, hanno compreso l'enorme potere spirituale della costante proclamazione. Probabilmente saprete che in ogni moschea si proclamano cinque volte al giorno alcune affermazioni su Dio e su Maometto. Non voglio citarle esattamente perché non mi piace pronunciarle. Ma dobbiamo tenere presente che queste proclamazioni, che vengono fatte nelle moschee del Medio Oriente e del Nord Africa, si ripetono per cinque volte al giorno da più di 1.300 anni. Se studiate la matematica come me, questo vuole dire che da ogni moschea del Medio Oriente quel proclama è uscito per ben 2.372.500 volte.
Se si moltiplica questo numero per il numero di moschee, che probabilmente saranno almeno un milione, si arriva a miliardi di proclamazioni. Credo che questa sia la vera base del tremendo potere spirituale dominante dell'Islam; questa persistente, incessante proclamazione della forza spirituale che vogliono stabilire.
Come cristiani, questo ci pone davvero di fronte a una sfida, perché credo che la risposta alla proclamazione sia la ‘contro-proclamazione’. Credo che noi, nella Chiesa cristiana, non siamo riusciti ad apprezzare il potere e il valore della proclamazione, e soprattutto della proclamazione cantata. Vedete, la proclamazione della moschea avviene sotto forma di canto, e se analizzate la maggior parte delle principali religioni del mondo (buddismo, induismo, ebraismo), impiegano tutte il canto di proclami, in un modo o nell'altro, per affermare la propria fede.
La Bibbia dice, in 2 Timoteo 3:
“Negli ultimi giorni gli uomini malvagi e gli incantatori andranno di male in peggio, ingannando e facendosi ingannare”.
La maggior parte delle traduzioni traduce queste parole con ‘uomini malvagi e impostori’. Ma la traduzione corretta è ‘incantatori’. Ciò che probabilmente i traduttori della Bibbia non hanno riconosciuto è che il canto, o l'incantesimo, è un potere spirituale importante per il male o per il bene. Se vogliamo che si compia la volontà di Dio in Medio Oriente, noi cristiani dobbiamo imparare a fare le giuste proclamazioni in fede.
Il potere della proclamazione
Potreste rispondere: “Beh, ci vorrà molto tempo per farlo due miliardi di volte”. Tuttavia, non credo che questo sia il modo corretto di vedere la cosa, perché ritengo che la verità sia molto più potente dell'errore. Non è necessario fare lo stesso numero di proclamazioni della verità per sconfiggere l'errore. Abbiamo la verità, e spetta a noi intercedere per il Medio Oriente. In particolare, dobbiamo proclamare la vittoria di Gesù, la potenza del Suo nome, del Suo sangue, ciò che è stato compiuto con la Sua morte sulla croce, la Sua esaltazione nella gloria come sovrano supremo dell'universo e anche il fatto importante che tornerà di nuovo in potenza e gloria per stabilire il Suo regno su questa Terra. Mentre considerate la situazione in Medio Oriente, voglio esortarvi e incoraggiarvi, come cristiani, a non restare passivamente seduti, come spettatori, senza sapere cosa fare. Voglio spronarvi a rispondere con proclamazioni - in preghiera, in intercessione, con il canto - in qualsiasi modo sia appropriato. E voglio suggerirvi tre temi per queste preghiere e proclamazioni.
Proclamazione per Israele
Prima di tutto, proclamiamo per Israele. Proclamiamo che Israele sarà preservato da tutti i suoi nemici per la grazia e la potenza soprannaturale di Dio, affinché Israele torni a Dio. In Geremia 31 abbiamo un piccolo esempio di ciò di cui ho parlato, rivolto a noi credenti. Geremia 31:7 dice:
Perché così dice il Signore:
“Poiché così parla l'Eterno: Levate canti di gioia per Giacobbe, date in gridi, per il capo delle nazioni; fate udire delle laudi, e proclamate: 'O Eterno, salva il tuo popolo, il residuo d'Israele!’”.
Notate la parola ‘proclamare’. Quale dovrebbe essere la nostra risposta a ciò che sta accadendo in Israele? Dobbiamo pregare, ma anche lodare e proclamare. Poi, nel versetto 10, dello stesso capitolo, si dice:
“Ascoltate la parola dell'Eterno, o nazioni, e proclamatela nelle isole [o nei litorali] lontane, e dite: ‘Colui che ha disperso Israele lo raccoglierà, e lo custodirà come un pastore il suo gregge’”.
Questo è il messaggio di Dio alle nazioni. Ma credo che, in un certo senso, sia nostra responsabilità proclamarlo e annunciarlo alla nostra nazione e alle nazioni del mondo. Quello che dobbiamo proclamare è molto semplice: "Colui che ha disperso Israele lo raccoglierà e lo custodirà come un pastore custodisce il suo gregge." È stato Dio a disperdere Israele 19 secoli fa ed è Dio che sta radunando lo stesso popolo, Israele, oggi.
Dio non dice solo che radunerà Israele, ma dice anche che lo custodirà e lo proteggerà. Questa è una proclamazione che dobbiamo fare regolarmente. Lo stesso Dio che ha disperso Israele lo sta ora raccogliendo. (Notate come questa raccolta stia avvenendo dall'Unione Sovietica in questo momento).
Il Dio che ha radunato Israele lo custodirà, veglierà su di lui e lo preserverà. In un certo senso, Dio ha garantito la sicurezza e il futuro di Israele, non senza minacce, non senza pericoli, non senza crisi. Ma alla fine Dio dice: “Io li custodirò”. Dobbiamo proclamarlo nell'atmosfera spirituale, senza sosta.
Proclamazione per l'Islam
Per quanto riguarda l'Islam, credo che dobbiamo pregare secondo la seguente linea: affinché l'attuale crisi in Medio Oriente e lo schieramento delle nazioni arabe l'una contro l'altra aprano la strada (in qualche modo che forse non possiamo ancora vedere), affinché la fortezza di ferro dell'Islam sia sfondata, in modo che i suoi prigionieri possano essere liberati e che la verità possa penetrare.
Nell'Europa orientale e nell'Unione Sovietica, il popolo di Dio ha pregato, in agonia, per molti anni senza che, apparentemente, accadesse qualcosa di significativo. Poi però giunse un momento in cui le loro preghiere e le loro proclamazioni divennero efficaci. E in un breve anno, la situazione generale delle nazioni comuniste fu completamente cambiata e ribaltata. La maggior parte di noi non avrebbe mai creduto in anticipo, se qualcuno ci avesse detto cosa sarebbe successo, o che sarebbe accaduto in modo così drastico e rapido. Credo che questo dovrebbe incoraggiarci, come cristiani e credenti, a pensare che la fortezza, apparentemente inespugnabile, dell'Islam cederà anche alle nostre preghiere e ai nostri proclami.
Permettetemi di dire che non sono contro i musulmani. Ho una profonda preoccupazione per loro. Ho vissuto in nazioni musulmane e conosco in parte le terribili tenebre, la miseria e la schiavitù che l'Islam impone a uomini e donne, e aggiungerei soprattutto alle donne. Il desiderio, il grido del mio cuore e la mia preghiera a Dio è che Egli intervenga in modo tale che la fortezza dell'Islam, che tiene prigionieri i popoli, venga sfondata e si apra una via per la loro liberazione.
In Luca 11, Gesù disse: “Quando un uomo forte e armato custodisce il suo palazzo, i suoi beni sono in pace. Quando uno più forte di lui lo assale... gli toglie tutta l'armatura di cui si fidava, libera i suoi prigionieri e saccheggia i suoi beni”. Credo che, in un certo senso, possiamo invocare Colui che è più forte dell'Islam, cioè Gesù, affinché si muova in quella situazione, apra la fortezza, liberi i prigionieri e ci permetta di prendere il bottino. Questo è l’obiettivo delle mie preghiere. E voglio sottolineare che le faccio per una profonda preoccupazione e compassione per il popolo musulmano.
Proclamazione per i militari
Il nostro terzo tema di intercessione e proclamazione è per le truppe. Ci sono decine di migliaia di soldati provenienti dall'Occidente che sono radunati in Medio Oriente. Nessuno avrebbe potuto immaginare che un tale numero di persone di estrazione cristiana (molte delle quali fortemente cristiane), si sarebbe potuto trovare in Medio Oriente, in quella che era essenzialmente una specie di fortezza che non ammetteva l'influenza dell'Occidente. È un fatto significativo che molte nazioni mediorientali non permettano l'invio di Bibbie per posta alle truppe. Se avessero avuto già con sé delle Bibbie, avrebbero potuto tenerle. Tuttavia, l'intenzione è quella di tenere fuori da quelle nazioni arabe qualsiasi rappresentazione di qualsiasi altra religione che non sia l'Islam. Ma vedete, Dio è intervenuto e ha reso possibile la presenza di persone provenienti dall'Occidente.
Durante la Seconda Guerra Mondiale ho trascorso tre anni nei deserti del Medio Oriente; quindi, ho un'idea di che cosa significhi vivere in un deserto. Il deserto in cui ho prestato servizio non era così grande come gli altri, ma considerate che le truppe non possono bere alcolici. Hanno pochissimi tipi di intrattenimento e sono stati improvvisamente tagliati fuori dalle attività che pensavano rendessero la vita eccitante e degna di essere vissuta. Credo che questa sia un'opportunità per lo Spirito Santo e per la Parola di Dio di muoversi in quel vuoto e di portare molti di loro a Dio.
Ritengo, sulla base della mia esperienza personale, che questo sia un momento in cui lo Spirito Santo possa visitare il grande raduno di truppe in Medio Oriente. E se un qualsiasi tipo di risveglio scoppierà lì, influenzerà l'intera atmosfera spirituale del Medio Oriente.
È come la storia del cavallo di Troia. Vi ricordate che quando i Greci volevano conquistare Troia, lasciarono un enorme cavallo di legno fuori dalla città. I troiani arrivarono e lo portarono in città. Ma non sapevano che all'interno del cavallo c'erano soldati greci armati. Durante la notte, i soldati greci uscirono dal cavallo, aprirono le porte e fecero entrare l'esercito greco, così Troia fu conquistata. In un certo senso, direi che la presenza delle truppe occidentali in Medio Oriente è un po' come quel cavallo di Troia. Al suo interno c'è qualcosa che può spaccare spiritualmente l'intero regno.
Un'aggiunta molto interessante è che il nostro programma radiofonico in arabo è stato trasmesso direttamente in varie parti del Medio Oriente. Il popolo arabo ha avuto l'opportunità di ascoltare la verità chiara e limpida della Parola di Dio nella propria lingua, cosa che la maggior parte di loro non ha mai avuto prima.
È tempo di pregare
Ciò che sta accadendo in Medio Oriente è emozionante, drammatico e critico. Riguardo a ciò che sta accadendo, voglio esortarvi, come ho già detto, a non essere passivi. Non state semplicemente seduti nel guardare le notizie e dire: “Beh, non posso fare molto”. Oppure: “Speriamo che le cose si risolvano”. Se siete cristiani impegnati, sapete pregare e conoscete il potere della Parola di Dio e dell'autorità del nome di Gesù, potete giocare un ruolo molto decisivo negli eventi che si stanno svolgendo in Medio Oriente.
Codice: TL-L803-100-ITA